

24) Il cosmopolitismo degli stoici.
Tutti gli uomini sono figli di un'unica natura e quindi devono
sottostare a un'unica legge, come abitanti di una stessa patria

Plutarco, De Alexandri Magni fortuna aut virtute, I, 6, 329 (vedi
manuale pagina 175).

    E il molto ammirato stato di Zenone, fondatore della setta
stoica, a quest'unit insomma tende, che noi non siamo governati
per citt o per nazioni, ognuna distinta per proprie leggi; ma
tutti gli uomini consideriamo connazionali e concittadini, e sia
una la vita e il mondo, come di un gregge tutto unito, allevato
con una legge comune. Questo Zenone scrisse, raffigurandoselo come
immagine ideale di buona legislazione filosofica e di stato

(R. Mondolfo, Il pensiero antico, La Nuova Italia, Firenze, 1967
3, pagina 409).

